Piano oncologico, indennità per il personale di PS, favori al calcio: le scelte di un paese smarrito.

Leggo da Quotidiano Sanità

“Manovra. Dal testo finale della Commissione Bilancio “spariscono” sia l’anticipazione dell’indennità di pronto soccorso al 2023 che i 10 milioni per il Piano oncologico. Oggi il testo in Aula. Ecco tutte le misure per la sanità

di G.R. e C.F.

La prima manovra del Governo Meloni arriva finalmente in Aula alla Camera dove dovrebbe essere votata entro domani (con voto di fiducia sul testo della Commissione Bilancio). Incrementato il Fondo sanitario nazionale e aumentato anche il fondo per acquisto di farmaci e vaccini contro il Covid. Ma nel testo approvato non figurano i due emendamenti per anticipare al 2023 i 200 milioni in più per il Pronto soccorso e per i finanziamenti al Piano oncologico proposti dal ministero della Salute nei giorni scorsi e che in realtà, leggendo gli atti, non risultano però essere stati mai presentati.

Qui l’articolo completo https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=109930

All’uscita di queste notizie sono stato contattato da tanti amici medici ormai esausti, scandalizzati e incazzati dal provvedimento.

Come dare loro torto? Se poi nella Manovra è previsto che, ad esempio, le società calcistiche paghino in 5 anni i loro debiti che ammontano a circa 800 milioni (ottocento).

E mille altre amenità varie che poi il calcio serve a coprire piccole e grandi regalie.

Dato che le due questioni oggetto (il Piano Oncologico Nazionale e le indennità per il personale del PS) sono, a mio modo di vedere strategici per il paese, propongo, magari illudendomi, alcune azioni che se messe in atto potrebbero ricucire un paese dilaniato da urgenze che a parole si vogliono affrontare ma che nei fatti non importano più di tanto.

Il Piano Oncologico Nazionale ha bisogno di 10 milioni di euro.

Perfetto la Lega Calcio e le Società di Calcio si impegnino pubblicamente in un versamento, in una donazione, in una erogazione liberale al Ministero della Salute (trovate voi la formula amministrativa contabile adeguata) entro il 30 gennaio 2023 di una somma pari a 20 milioni di euro vincolati da destinare al Piano Oncologico Nazionale.

Le modalità per racimolare i 20 milioni li lascio alle Società di Calcio e alla Lega di Serie A: dai ricavi delle partite del mese di gennaio, alle percentuali da applicare su vendite e acquisti del calcio mercato invernale. La fantasia per far girare i soldi non manca.

Potrebbe essere questo un segnale di solidarietà verso il paese, verso coloro i quali si trovano a dover giocare una partita ben più importante di quelle che si giocano sui campi di calcio e anche, perché no, un segno di vicinanza verso quelle persone, uomini e donne, che hanno rappresentato questo sport amatissimo e hanno dovuto lottare contro il cancro. Sarebbe un segnale forte a favore di un paese attento alle priorità. E il Piano Oncologico, purtroppo, è una di queste.

Mi appello pertanto alla Lega di Serie A, ai Presidenti delle Società di Calcio di valutare questa opzione che sarebbe un patto tra cittadini, istituzioni e società sportive per il bene di tutti.

Perché 20 milioni e non 10? Perché ogni giorno nel nostro paese i casi di nuovi tumori diagnosticati sono migliaia. E abbiamo bisogno di segnali, di simboli, di azioni. Basta con le parole.

Sulle indennità del personale del Pronto Soccorso il discorso è semplice.

Se non si trovano 200 milioni, diciamo in 90 giorni, avremo molti operatori sanitari che si dimetteranno e andranno via dai PS.

Ho già avuto alcune segnalazioni qui nel Lazio da amici medici.

Anche qui ormai mi pare complicato tirare via 200 milioni e destinarli nella Manovra a tale impegno. I giorni rimasti prima dell’esercizio provvisorio sono pochi ed è evidente a tutti che il peso della Sanità rispetto a altri è pochino.

Qui si apre veramente una questione strategica, una frattura profonda tra operatori sanitari, cittadini e istituzioni per scelte per niente coraggiose.

Le riflessioni e la situazione impongono un sussulto di attenzione verso questo mondo che, da tutti è stato indicato, come il mondo degli eroi. Il problema è che son tutti bravi a fare gli eroi con le fatiche degli altri.

Su questo fronte sinceramente sono sconcertato dalla poca attenzione nei fatti, dalla lentezza dell’azione e dalla ignavia nell’affrontare con decisione il tema.

Capisco che affrontare sul serio la questione dei PS significa mettere in discussione l’organizzazione dei servizi territoriali e l’organizzazione dei servizi ospedalieri.

Significa abbattere status e ridisegnare un modello di “salute” non organica ai modelli organizzativi ma funzionale ai bisogni di salute dove si deve puntare sulla prevenzione e non sulla prestazione; sugli esiti di salute e non sul DRG; sulla qualità e non sulla quantità.

Su questo non ci possono essere “destra e sinistra”, qui il tema riguarda tutti. Manca la volontà di chi può o potrebbe, manca il coraggio di chi può o potrebbe, manca la determinazione di chi può o potrebbe.

E questo è un fatto. Anche molto grave che dovrebbe dare la misura del disastro prossimo futuro.

A meno che…

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