Trasporto pubblico locale: le sfide per la costruzione di comunità al servizio dei cittadini.

I cittadini del Lazio si muovono prevalentemente su due ruote ma, per necessità, usano i mezzi pubblici. Nel Trasporto Pubblico Locale della Regione Lazio personale promosso ma qualità del servizio bocciata. I risultati del rapporto “Informati, tutelati, attivati”

Questa è in sintesi la fotografia che emerge dal lavoro realizzato da Cittadinanzattiva Lazio e UGCons. È un campione rappresentativo dei cittadini del Lazio quello che dichiara di spostarsi a Roma e nel Lazio prevalentemente in motociclo (44%), solo con mezzi pubblici (25%) o prevalentemente (12%) o in automobile (11%). Chi usa i mezzi pubblici lo fa prevalentemente per ragioni lavorative (fino a 5 volte a settimana), e li sceglie prevalentemente perché obbligato causa percorso casa-lavoro (50%), per la comodità di non dover utilizzare un mezzo privato (27%) o per questioni di risparmio economico (13%). Pochi sono coloro che dichiarano di usare il mezzo pubblico per la qualità del servizio offerto (solo il 5,8%). 

Sono, questi, alcuni dei principali risultati emersi dalla survey realizzata da Cittadinanzattiva Lazio e UgCons Lazio e presentati oggi 16 dicembre online nel Rapporto sul Trasporto Pubblico Locale nella Regione Lazio – https://lazio.cittadinanzattiva.it/

Il quadro che emerge dal giudizio dei cittadini sul Trasporto pubblico nel Lazio, non è molto positivo, considerando che la prima scelta è per gli autobus (896 su 2386 intervistati), cui segue, per chi vive nella Capitale, la metropolitana (801 risposte), treno (374) e tram (315). 

L’indagine ha quindi affrontato il tema della qualità del servizio offerto con 17 diversi indicatori, di cui solo 4 raggiungono la sufficienza: cortesia del personale, tempi di percorrenza, servizi di bigliettazione e costo del trasporto. 9 hanno raggiunto l’insufficienza con il punteggio di 5 (su 10): affollamento dei mezzi, puntualità, tempi di attesa alle fermate, informazione sui servizi erogati, accesso alle fermate, stato dei mezzi pubblici, paline alle fermate, presenza/assenza paline alle fermate, stato pensiline alle fermate. Fanalino di coda di questa speciale classifica, con un giudizio pari a scadente (4 su 10): comfort e pulizia dei mezzi, stato dei servizi igienici, usabilità ascensori e di scale mobili. Il giudizio complessivo è perciò insufficiente (5), ed è evidente che gli utenti del TPL nel Lazio giudichino particolarmente negativi aspetti come la pulizia e lo stato dei servizi igienici, nonché gli strumenti alternativi alle scale (ascensori e scale mobili), in molti casi determinanti soprattutto per chi si trova in condizioni di limitata mobilità

A fronte di questi dati di giudizio sconfortanti, sono diverse le proposte avanzate da Cittadinanzattiva Lazio e UGcons Lazio per venire incontro alle esigenze degli utenti e migliorare il servizio. “Al primo punto, va detto che la bellezza non è un optional. Investire nel bello aiuta – sottolineano Elio Rosati e Paolo Mattei Avere servizi accessori funzionanti, puliti, belli e comodi da utilizzare aiuta. Va fatto un investimento serio e radicale in questa direzione. Altrimenti, si alimentano rischi, pericoli per l’incolumità fisica degli operatori e dei cittadini, come il recente passato ci ricorda. Si rende indispensabile quindi un serio approccio alle gare di appalto, alle verifiche dei materiali utilizzati e ad un costante lavoro di cura, manutenzione e controllo dei servizi accessori che qualificano e aiutano a dare un valore al TPL”.

“Secondo punto: l’innovazione tecnologica deve essere un’opportunità per tutti. Non un privilegio per pochi. L’area dell’informazione sui servizi deve viaggiare più veloce in rete. Avere ad esempio le paline elettroniche solo in alcune aree e non invece diffuse su tutti i territori, comunale e regionale, crea disparità di servizio. Così come il problema del carico dei mezzi, soprattutto di quelli dei pendolari – continuano Elio Rosati e Paolo Mattei -. Sono necessarie, pertanto, azioni volte a rendere meglio informati i cittadini da un lato e a garantire loro viaggi e spostamenti vissuti comodamente. Del resto, anche questo servirà a disincentivare l’uso del mezzo privato, quest’ultimo concausa dei ritardi soprattutto dei bus dentro la città”.

Tra le soluzioni migliorative proposte da Cittadinanzattiva Lazio e UgCons Lazio e che hanno riscosso maggior consenso dai cittadini vanno registrati l’aumento del numero di corse e quello di tratte più brevi in modo da favorire percorsi più rapidi e meno attese alle fermate.

Terzo punto: aumentare i giudizi positivi implica una interconnessione con tutti i sistemi di mobilità. In altre parole, riteniamo che la vera sfida sia nella capacità delle diverse modalità di spostamento di interagire in modo sinergico tra loro e in un ambiente collaborativo.

“Offrire servizi di mobilità è il primo passo per renderli poi disponibili a tutti e sviluppare attività lavorative, ricreative, di sviluppo di interi territori e comunità – proseguono Elio Rosati e Paolo Mattei -. Si tratta cioè di comprendere che il servizio di TPL, se reso ben funzionante, alimenta, disegna e promuove, lo sviluppo umano, la dignità della persona umana. Lì dove invece il servizio di TPL risulta essere scadente, ne limita lo sviluppo e crea le condizioni per disegnare insostenibili diseguaglianze, ritardi e subalternità economiche, sociali e comunitarie.

“Non solo: la limitatezza del servizio di TPL tende a trascinare con sé limiti di altri servizi “essenziali”: la scuola, la salute, l’economia locale. Basti pensare all’effetto assolutamente da rimarcare degli ingressi differenziati nelle scuole del Lazio a causa della pandemia Covid-19 – concludono Elio Rosati e Paolo Mattei L’effetto che si sta producendo è quello di avere le prime tre classi superiori che entrano alle 9.40 ed escono alle 15.40, con un condizionamento su percorso formativo, vita sociale e relazionale oltre che sugli stili di vita degli studenti. E il problema, come tutti sanno, non sta nelle scuole ma nell’incapacità del servizio di TPL di adeguarsi ad una esigenza che tocca i nostri ragazzi. Questo la dice lunga su un sistema TPL rigido, incapace di stare al passo con i tempi, oggi inadeguato alle sfide del futuro”.

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